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Scuola di Aikido

Via Mozart, 59 - 00159  Roma (zona Colli Aniene)

Pratica e dedizione

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"Oggi siamo più abili di ieri e domani saremo più abili di oggi, con la pratica e dedizione"

Yamamoto Tsunetomo, Il codice dei Samurai (Hagakure, Dietro l'ombra di una foglia che cade)

Spesso siamo tropo distratti per notare che siamo bombardati da una quantità incredibile di stimoli ogni momento della giornata, tutti i giorni, fino alla fine della nostra vita. I nostri sensi percepiscono continuamente gli stimoli e il nostro infaticabile cervello elabora incessantemente tutti gli input. A questa elaborazione segue sempre un’acquisizione ed una memorizzazione. Sta a noi voler utilizzare queste esperienze, per cui la volontà è alla base della nostra crescita personale. Il fisico ci aiuta a ricordare ciò che impariamo oggi, perché la sensazione corporea di un movimento biomeccanico è una esperienza in più che il cervello elabora immediatamente e che non ha difficoltà a memorizzare.

Per questo motivo, se pratichiamo ciò che abbiamo imparato, saremo necessariamente più abili di ieri, mentre domani saremo più abili di oggi. Farlo volontariamente tutti i giorni, significa avere dedizione. In verità è impossibile andare indietro e l’orizzonte davanti a noi appare la nostra unica via da seguire. Possiamo fermarci o andare avanti, ma ci è impossibile andare indietro consapevolmente.

Spesso ho avuto allievi che hanno ripreso dopo molti anni a praticare l’Aikido pensando di dover ricominciare da zero. Nulla di più sbagliato, perché già dagli ukemi si poteva notare l’impostazione e l’esperienza.

Chi ha imparato ad andare in bicicletta, non potrà più dimenticarlo. Può darsi che abbia necessità di un po’ di tempo per ritornare allo stesso livello di sicurezza di prima, ma non partirà mai da zero. Il corpo ricorda molto bene come fare. L’esperienza ci arricchisce, sempre, ma non ci impoverisce.

Nel nostro corso di Aikido, tendiamo a sviluppare maggiore sensibilità corporea e a muoverci in maniera coordinata e coerente con ciò che siamo interiormente.

Per semplicità di apprendimento si dice che il corpo ha una memoria propria e che dobbiamo lasciarlo muovere senza l’intervento della mente. In questo modo, sarà più facile fare esperienza e ricordarlo senza grandi sforzi (pensate a come fanno i ballerini che in poche ore devono imparare decine e decine di passi di danza per una coreografia complessa).

La pratica e dedizione alla ripetizione e a nuove esperienze, ci rende indefessamente più abili di ieri.

Alessandro Pappa

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